mercoledì 9 novembre 2011

A CHI TOCCA IL CETRIOLO GLOBALE

C'è poco da ridere. Pur avendo usato una definizione del comico Corrado Guzzanti mentre, imitando il ministro dell'economia Giulio Tremonti, definiva la crisi un cetriolo globale che si aggira pericolosamente nelle parti basse, che cerca di posticipare il suo inesorabile arrivo, magari ai danni di qualche altro governo, stavolta la risata è più amara.
Ed eccoci al punto in questione: La crisi, dopo aver viaggiato in lungo e in largo, dopo essere stata nascosta, rimandata indietro, sembra essere definitivamente arrivata. Si sente già emanare il suo olezzo da quanto pare vicina. Dopo Grecia, Portogallo e Irlanda, ecco che anche l'Italia si affaccia sull'orlo preoccupante di un baratro profondissimo.
C'è poco da ridere, anche se in Italia già si festeggia l'imminente caduta del Presidente Berlusconi. Ricostruire un paese non è facile. Chi crede ancora nella politica, il cittadino, ha tutto il diritto di esultare. Il governo cade. Certo, non è un buon segno, ma almeno c'è una speranza di cambiare qualcosa, è un segnale forte per tentare un disperato (insperato) tentativo di rimanere a galla in questa economia fallimentare. Va bene, esultiamo, ma ricordiamoci di spengere il sorriso dalle bocche dei vari Bersani, Vendola e tutti quelli che in questi mesi hanno benparlato, affinchè si mettano subito a lavoro per salvare il Paese. Loro no, non hanno il tempo di esultare, devono darsi una mossa per il bene di tutti. Questa non è una situazione come le altre dove si vince e si ha modo di congratularsi a vicenda, sentirsi belli e bravi per la vittoria (per abbandono dell'avversario, per giunta). Bisogna remare fin da subito e sperare che il mare non sia ormai troppo mosso per portare in salvo la barchetta italiana.

La patata bollente, tanto per rimanere in tema di ortaggi, adesso passa nelle mani dell'opposizione. Speriamo che abbiano un programma serio, un'idea precisa, coesa, pronta da attuare. Risolutiva, magari.
"Berlusconi si deve dimettere!" rispondeva uno Sgommato Bersani alla domanda su quale sarebbe stato il programma del PD. Un'altra risata amara. Finora lo slogan principale è sempre sembrato questo.
Chissà come affronteranno la crisi globale, il cetriolo. Speriamo abbiano affilato i coltelli giusti per affettarlo. Ho già un certo languorino, non vorrei rimanere affamato.

martedì 25 ottobre 2011

QUEI 'MI PIACE' DOPO LA MORTE DI SIMONCELLI


Marco Simoncelli, il pilota che
lo scorso 23 Ottobre ha perso la vita
a Sepang (Malesia) 

L'incidente di Simoncelli è ancora impresso nella testa di moltissime persone, anche perchè è stato impossibile sfuggire a quelle tremende immagini. Da domenica mattina, quando è stata annunciata la tragica morte del pilota, i telegiornali hanno riproposto un'infinità di volte il filmato della tragedia ed ogni volta, penso quasi tutti, siamo rimasti basiti, increduli, scioccati. 
Ma come? Quel ragazzo con la testa riccioluta che parlava il romagnolo, proprio lui, non c'è più?
Non seguo molto la MotoGP, anzi, direi quasi per niente, ma quel ragazzo, anche solo vedendolo di sfuggita, passando da un canale all'altro, era impossibile da non ricordare, mentre degli altri piloti, con tutto il rispetto, ricordo a malapena il nome.

Non mi piacciono i sentimentalismi forzati, e storgo il naso di fronte alle pubbliche esternazioni di dolore da parte di gente che non lo conosceva; rimango, cioè, sempre dell'avviso che il dolore sia una cosa personale, interiore, che solo se diventa un fuoco che non si riesce a trattenere è lecito lasciarlo divampare. Per questo, forse anche con eccessivo cinismo, provo un gran dispiacere per i parenti e gli amici di Simoncelli e nulla più. Mi stupisco infatti di come altri miei amici, per nulla appassionati di motori, riescano a immedesimarsi nella parte del fan incallito che è, a ragione, straziato dalla morte del suo beniamino. Io stesso ammetto di essere rimasto sconvolto da quel fatale incidente, ed è lecito a caldo scrivere un pensiero (se si ha) sulla questione, ma spesso si tende a voler fare di più, a sentirsi parte di quel dolore, ad essere, secondo il mio personale parere, esagerati.

Sul famosissimo social network Facebook non è raro assistere ad un fenomeno particolare da parte dei suoi utenti dopo la scomparsa di qualche personaggio famoso: la crescita esponenziale della Official Fan Page del defunto. Mi sono sempre chiesto a che cosa serva tale pratica, che cosa rappresenti per l'utente cliccare MI PIACE su una pagina che sarebbe servita a ricevere aggiornamenti sul personaggio che adesso non c'è più. 
Trovo strano e al tempo stesso difficile capire come mai si debba diventare FAN di qualcuno solo una volta che questo qualcuno è venuto a mancare. E' macabra l'idea di dover morire per essere apprezzati da un così folto numero di persone, e che solo così è possibile ritagliarsi uno spazio nel cuore della gente. E' così reale la frase di Lennon "Tutti ti amano quando sei due metri sotto terra"? 
 
Da Taricone a Raimondo Vianello, da Tomizawa a Mike Bongiorno; i personaggi famosi che erano stati accantonati o che conducevano normalmente la loro vita, improvvisamente si ricordano amati da una schiera di persone che fino ad allora quasi non sapevano della sua esistenza.
Su facebook c'è la mania di voler ricordare fino all'esaurimento una persona che non c'è più, parte la gara a chi è più solidale e più triste, (Chi ci teneva di più? Io! Io!) quando invece resto dell'idea che piccoli, ma grandi gesti siano più importanti della creazione di gruppi con il nome di un 24 enne seguito da un Rest in Peace, oppure dell'ingrossamento del numero di persone a cui PIACE (adesso, non prima. Prima era normale) Marco Simoncelli, quel ragazzo che correva in moto e che abbiamo visto scivolare verso una fine prematura. Un ragazzo largamente apprezzato. Adesso.

mercoledì 19 ottobre 2011

ECCO IL NUOVO VIDEO DI BELEN!

Esclusivo, unico, eccitante. Clicca qui per scaricare il video che sta facendo letteralmente impazzire la rete, finalmente è possibile vedere la Showgirl argentina in atteggiamenti spinti con il suo vecchio partner!
Click, click, click.. che non è solo il rumore dei curiosoni che cercano di scaricare il video, nè tantomeno quello più volgare di quelli che invece lo stanno già guardando: è il rumore di un post che viene pubblicato dai tantissimi siti d'informazione e che contiene il link ambitissimo della bella Belen Rodriguez, la compagna del discusso Fabrizio Corona, mentre fa del sesso (a detta di molti, "nulla di che") con Tobias Blanco. La notizia di quel video di 20 minuti si è ritagliata uno spazio in quasi tutti i siti d'informazione, mentre ha ovviamente spopolato su quelli di gossip.
La cosa che mi incuriosisce di più è l'atteggiamento incoerente dei siti online, i quali pur condannando il gesto poco carino del fidanzato, il quale ha lanciato il video sulla rete, contribuiscono a diffondere la performance di Belen elencando i vari siti che ne permettono la visualizzazione, quando al contempo ammoniscono: Il trattamento illecito dei dati personali è un reato punito dalla legge. Della serie: E' colpevole chi l'ha caricato (Che depravato! Quale vendetta!), ma noi siamo liberi di dare (è il caso di dirlo) le dritte su dove vederlo.
A quanto pare il reato ha un limite così sottile che basta spostarsi di pochi centimetri per passare da depravato a semplice giornalista che fa informazione. Una volta che viene gettata la macchia, gli altri sono liberi di spargerla dappertutto. Con un semplice rumore: Click.           
Post pubblicato.

venerdì 7 ottobre 2011

MA A CHE SERVE WIKIPEDIA?

Nessuno se l'è mai chiesto veramente. Se qualcuno lo facesse, trovando la risposta probabilmente smetterebbe di cercare tutti i lati negativi di un'enciclopedia online diffusa e utilissima, che nel corso degli anni ha aumentato il sapere di milioni di persone ed ha coinvolto ognuno di noi nel suo grande e continuo arricchimento culturale. Wikipedia, nonostante il suo continuo cambiamento, è una fonte inesauribile d'informazioni e, giuste o sbagliate imperfette che siano, non deve essere abolita di punto in bianco. Tutti sanno che spesso può essere inaffidabile o incompleta. Tutti sanno che proprio per questo motivo non può essere utilizzata completamente per i propri studi e le proprie ricerche. Lo sanno tutti quelli che navigano abitualmente in internet.
Quasi alla fine di ogni frase c'è un numero in pedice che riporta alle note a fondo pagina dalle quali è possibile accedere alle fonti di tale informazione. In completa mancanza di esse deve scattare un campanello d'allarme che significa "attenzione: potrebbe essere una stupidaggine scritta da un utente. Fonte non del tutto attendibile".
Un pò come quando sentiamo i nostri telegiornali: nonostante si presuma che abbiamo raccolto informazioni vere, noi sappiamo che potrebbero essersi "sbagliati", e per questo dobbiamo approfondire la nostra ricerca per sapere la verità.
Al TG5 che recentemente ha pubblicato un servizio in cui, con uno stile malinconico, diceva che era meglio di gran lunga la vecchia enciclopedia Treccani (Sì, esatto. Quella cosa ingombrante che vi cattura la polvere sulla mensola), andrebbe fatto presente che non tutti la usano come una sacrosanta Bibbia dalla quale ricavare l'unica verità che si sta cercando. Molte persone, compreso il sottoscritto, spesso la usano come spunto, tanto per sapere di cosa si sta parlando. Chi farebbe mai una tesi d'esame basandosi solo e soltanto sugli articoli Wikipedia?


Nell'Ottobre del 2009 qualcuno vandalizzò la pagina di Wikipedia relativa al calciatore Balotelli, e per qualche minuto vi si potè leggere una scritta razzista. Sulla base delle attuali dichiarazioni di alcuni Media avremmo rischiato di prenderla come notizia attendibile

Sia chiaro, non voglio snobbare la vecchia enciclopedia, perchè con quella, nonostante sia obsoleta e non aggiornabile in qualsiasi momento, si può sempre andare sul sicuro. Al contrario, ritengo che entrambe siano complementari e pertanto l'utilizzo di una non esclude l'altra a priori.
L'unica cosa mi dà più fastidio è la negazione di una realtà che non si può non vedere: Wikipedia è utile perchè sempre attuale, gratis, semplice e ricchissima di qualsiasi cosa, dai modi di dire ai complotti politici; dai film alle profezie Maya; dall'astrologia al fatto di cronaca, fino ai più classici poeti e lezioni di Storia.
Basta un minimo di buon senso per capire queste piccole differenze.

mercoledì 5 ottobre 2011

ITALIA! ITALIA! IU ES EI! IU ES EI!

Le recenti ed esplosive novità riguardo al caso Meredith hanno riportato alla luce un forte sentimento nazionale di Anti Americanità. Sembra quasi che la sentenza shock abbia tirato fuori un sentimento represso che finora era stato nascosto nel fondo del cuore della gente, e che tutt'un tratto è uscito come un gorgoglio di malumore. L'italiano è sbottato: l'americano non tira più. Dai talk show ai siti internet, dalle testate giornalistiche ai link di facebook, fino alle prime persone che fuori dal Tribunale hanno gridato "vergogna"; è apparso da subito che "l'Italia s' è fatta prendere in giro, il sistema italiano non funziona e gli U.S.A. ne hanno approfittato". 
Che gli inquirenti abbiano commesso degli errori gravi è verissimo: non si possono far marcire le prove solo perchè mal conservate, o far entrare così tanta gente sul luogo del delitto. E le tante rivelazioni, alcune infondate, altre vere, altre ancora.. chissà.. hanno messo a nudo il nostro sistema giudiziaro mettendoci alla berlina di fronte al mondo intero. 
Ma se il nostro sistema è ancora molto approssimativo non significa che sia giusto condannare una coppia di ragazzi all'ergastolo. Ci devono essere prove certe e inequivocabili, non bisogna incarcerare sulla base di molte supposizioni. La giustizia non si compie con l'80% di verità, nè tantomeno con il 99%.
Eppure, come abbiamo visto, nella testa delle persone l'immagine degli assassini perfetti era quella dei due ragazzi: giovani, dai visi puliti e le lacrime di coccodrillo. E forse lo sono davvero, gli assassini; ma non c'è la certezza. Resta il rammarico per una Meredith che non c'è più e che da quanto ne sappiamo può essere stata uccisa da un fantasma. Un fantasma e un Ivoriano. 
Gli Americani non hanno accettato questo atteggiamento da sit-com nel giudicare un omicidio così grave e contorto, così anche loro hanno emesso una loro sentenza. Certamente, però, anche loro hanno adottato un modo turbolento e infantile per sfruttare la situazione: è sembrata una gara fra tifosi, una sfida olimpionica tra Italiani e Statunitensi. Non c'era obiettività nè da una parte e nè dall'altra. L'America puntava sull'innocenza di Amanda,  l'Italia sulla sua colpevolezza. L'Inghilterra, alla fine, c'ha rimesso.
Sollecito, anche lui era accusato. Assolto
L'Italia s'indigna, l'Italia denuncia il suo stesso Paese ormai troppo asservito all'enorme potere a stelle e strisce. L'america chiama e lo Stivale risponde. E' venuto fuori il risentimento che da dopo la Seconda Guerra Mondiale non s'era mai manifestato nei confronti dei nostri salvatori. 
"Ok, ci hanno salvato, ma non possiamo leccargli il c*** tutta la vita" tuonava un adirato Massimo Ceccherini in un suo film. E in qualche modo molti italiani la pensano così. Gli Americani sono dei pazzi, si sentono padroni del mondo. Lo vediamo nei Jersey Shore, nei REAL TV, nelle sparatorie, in come ingrassano a dismisura mangiando da MC Dondald's. Il mondo dell'eccesso che improvvisamente si è imbattuto nella giustizia italiana (ahinoi) e ci ha fatto una grossa pernacchia.
D'un tratto l'uccisione di Meredith è passata in secondo piano e tutto è diventato un braccio di ferro mediatico tra lo Zio Sam e Garibaldi. Non importava la verità, contava solo non farsi buttare giù.
Amanda innocente significa che hanno vinto loro e con l'inganno. Ma la verità qual è? Dove sta la giustizia?
Forse è vero che siamo stati colonizzati culturalmente e mentalmente: non ce ne fregava niente di trovare il colpevole (quello lo sapevamo, lo dicevano i vari illustrissimi gossip/tiggì), noi ragionavamo con la testa dei padroni del mondo, di quelli che sanno la verità sempre e comunque. Volevamo poter dire, almeno una volta, con una Diet Coke e un Hot dog in mano, indossando una t-shirt e masticando una chuwing gum Brooklin: Abbiamo vinto!





"E Meredith?"   "Chi?"

domenica 2 ottobre 2011

GESU' GAY!

Il Monsignor Babini
E' una bestemmia? Vedete voi, ma se pensate che lo sia allora dobbiamo affrontare un discorso molto molto lungo e che parte da molto molto lontano.
Qualche giorno fa il Monsignor Babini, vescovo emerito di Grosseto, ha dichiarato che se mettiamo a confronto Berlusconi e Vendola sulla loro vita sessuale, allora quest'ultimo è molto più peccatore del nostro Presidente del Consiglio perchè così dice la Bibbia. Così dice Dio. Perchè Vendola è gay, Berlusconi no.
Qualche mese fa, invece, venne diffusa la notizia (poi frettolosamente smentita) che da una recente scoperta archeologica in Giordania Gesù era omosessuale e innamorato di Giovanni.
Nel mezzo ci sono state tante dichiarazioni a sostegno o a condanna dell'omosessualità, un tema molto ricorrente e sempre generatore di commenti e pareri animosi. L'omosessualità dei nostri giorni è così crescente da far rabbrividire il mondo ecclesiastico e da rendere pallido e mostruoso il nostro futuro; tale peccato è così ostentato che è giusto troncarlo sul nascere prima che esploda definitivamente come una moda. Perchè perlomeno, ha detto il Monsignor Babini, anche se non approviamo il comportamento di Berlusconi, sta comunque seguendo le normali e giuste leggi divine: uomo con donna, donna con uomo. 
Ma per tornare al titolo di questo post (la bestemmia, per intenderci), le cose che più mi sorprenderebbero delle critiche sarebbero l'incoerenza e l'ipocrisia del loro contenuto: cambierebbe qualcosa qualora Gesù fosse stato veramente gay? Se l'amore è un sentimento unico ed immenso, perchè bisogna suddividerlo in categorie "giuste" ed ingiuste"? Così come ci sono tante razze diverse che formano un unica grande gamma di uguali esseri umani, così ci sono varie forme per esprimere un sentimento enorme chiamato amore. In fondo, la vita dell'uomo non si riassume in questo unico esemplare concetto? Lo stupro e l'adulterio possono essere considerati peccati, ma il bene tra due persone non si può e non si deve condannare. 
L'omosessualità va contro la legge di Dio, è contro natura. In natura, però, non è raro vedere animali dello stesso sesso che si accoppiano. (Curiosità) Che spiegazione dare a tutto ciò? Se l'uomo ha il libero arbitrio e quindi può sbagliare, mentre l'animale agisce solo d'istinto, come mai Dio non li ha creati eterosessuali? Perchè alcuni animali danno questo cattivo esempio?
Fra le spiegazioni più comuni al fenomeno di demonizzazione dell'omosessualità c'è la convinzione che se tutto il mondo fosse gay la specie umana si estinguerebbe. In poche parole: se questa moda dilagasse non nascerebbero più bambini e moriremmo tutti. 
In oltre 2000 anni di storia umana non è mai successo, ma non si sa mai.. (Magari i dinosauri lo erano, vallo a sapere, e guarda che fine hanno fatto).
Un aneddoto simpatico che molti sono soliti ricordare, al fine di allarmare gli aspiranti peccatori, è quello riportato nella Bibbia (che ricordiamo essere trascritta da uomini): Sodoma e Gomorra, le città piene di vizi sessuali. "Ora la gente di Sodoma era grandemente depravata e peccatrice contro l’Eterno. (Genesi 13:13). In tanti casi i Sodomiti cercavano di entrare nelle case per "conoscere" coloro che vi abitavano. E' omosessualità, o sono tentativi di violenza sessuale?
Qualcuno dovrebbe domandarsi cosa farebbe Gesù ai nostri giorni, con chi si arrabbierebbe. Con una tranquilla e innamorata coppia gay, o con chi sfrutta le prostitute? Da una parte c'è un amore consenziente e reciproco, dall'altra c'è un subdolo piacere unilaterale, forzato e mirante al profitto. 
Le leggi divine sono tante, così tante che si traducono in un'unica sola: Amore. Quando c'è quello, anche se alcune persone lo intendono in maniera diversa, cosa importa del resto? Chi è religioso può pure seguire tutte le altre e meritarsi il paradiso, ma tutti gli altri sono liberi di scegliere. Poi deciderà Dio, per chi ci crede, a giudicare il loro operato.
E invece no, bisogna inculcare il pensiero a tutto il mondo, anche a costo di fare la guerra. Nessun rispetto, solo oppressione e ostilità nei confronti dei peccatori (i gay). Punirli.
E se questa è la religione...

mercoledì 28 settembre 2011

L'ITAGLIA AGL'ITAGLIANI!

Oggi voglio parlarvi di un libro. Un libro che tutti dovremmo leggere. 
Vado fuori tema, lo so, proprio come quando a scuola il contenuto dei discorsi non aveva alcuna connessione con il titolo che ti aveva dato l'insegnante. Questo è "Punteggiature-Il blog", mica un concorso letterario. Qui si dovrebbe parlare di notizie del mondo, mica del nuovo premio Strega o del best seller dell'anno. Non siamo mica in un club di lettori. 
Infatti non si tratta di un nuovo romanzo di Stephen King, o dell'ultimo struggente libro di Moccia, o di un classico dell'800. Il libro di cui vorrei parlarvi è un saggio, una raccolta di emozioni, di storie dei nostri antenati. La storia degli italiani. Penso di potermi giocare il jolly, questa volta, per poter spendere due parole su questo libro, visto che parla del nostro passato e quindi, come si dice, il nostro futuro.
Lo studio e la ricerca di Gian Antonio Stella hanno creato quello che è un libro dalla forte storicità e che dovrebbe, di fatto, renderci più tolleranti e meno xenofobi, e dovrebbe farci da guida verso un futuro meno rabbioso, soprattutto in un mondo così globalizzato dove tutto si mescola e tutti entrano in contatto con tutti.
Il titolo in sè avrebbe potuto già farci storcere il naso: L'ORDA. Qualche benpensante avrebbe detto, sentendo che il tema trattato era l'immigrazione: "Racconterà delle solite ondate di clandestini che vengono in Italia ogni giorno, che rubano il lavoro a noi italiani, che delinquono, che stuprano". Forse è per questo che l'autore, lo scrittore e giornalista Stella, ha aggiunto un sottotitolo piccolo e vergognoso che fa precipitare di colpo la situazione, puntando il dito contro un soggetto che non ci aspettavamo: Noi. 
QUANDO GLI ALBANESI ERAVAMO NOI dice il sottotitolo, e allora le sopracciglia si aggrottano e i pensieri si fanno più tetri man mano che si chiarisce che i "mostri" erano i nostri connazionali. Ma come? Proprio noi con i nostri inventori, noi che abbiamo regalato al mondo l'arte, che abbiamo esportato la musica, il buonumore e l'italian Style? Questo autore dev'essere stato spinto a scrivere da un forte sentimento di antitalianità! 
Eppure, pagina per pagina, storia per storia, ci si accorge che l'antitalianità non c'entra niente. Anzi, tutto quello che viene fatto in questa immensa ricerca è gridare l'ingiustizia subita dagli italiani che cercarono fortuna all'estero, lontani dal bel paese fin dalla metà dell'800, e che invece subirono i pregiudizi e la rabbia dei cittadini ospitanti. Perchè gli italiani lasciarono lo stivale in totale povertà. Quasi tutti erano analfabeti, molti erano confusionari, rozzi e poco attenti all'igiene. Ma sgobbavano, lavoravano duramente, si davano da fare per rialzare la testa e ricavarsi uno spazio all'interno del nuovo mondo. Rifarsi una vita. Ma questo non andava bene a tutti, e anche allora c'era qualche benpensante che diceva: "Questi ci rubano il lavoro, questi sono culturalmente inferiori!". Erano italofobici e noi non potevamo farci niente. Avevano ragione? Giudicate voi: considerate che all'italiano andava bene qualunque tipo di lavoro pur di mangiare; l'italiano, pur di mangiare, rubava o suonava l'organo accanto ad una scimmietta; viveva stipato assieme ad altre persone in spazi angusti e non si lamentava mai; portava lo stiletto (un pugnale) sempre a portata di mano per rispondere ad offese o ingiurie. Considerate poi che non tutti gli italiani partivano con le stesse intenzioni, o comunque, a parità di queste, finivano col passare per martiri innocenti. Se da un lato c'era chi si "limitava" a farsi odiare per la sua cultura stravagante ed incivile, dall'altro c'erano anche molti che contribuirono ad aggravare posizione degli italiani all'estero: serial killer (come Cayetano Santos Godino in Argentina), rapinatori, contrabbandieri, mafiosi, assassini ecc... Per non parlare della prostituzione minorile. L'ORDA è il testimone di oltre un secolo di stragi italiane all'estero e di dolorose storie di xenofobia.
E poi ci sono i vestiti cuciti addosso: L'insormontabile italiano dalle 3 M (mafia, maccheroni e mandolino), l'italiano furbetto, l'italiano cafone, l'italiano disorganizzato.
Gli stessi stereotipi che affiorano sulle nostre labbra quando vediamo un cinese che vive nella fabbrica dove lavora notte e giorno ("Sono sudici. Sono tutti uguali. Quando muore uno lo nascondono e tirano avanti col lavoro"); oppure quando vediamo un senegalese per strada ("Questo mi vuole rapinare. Adesso si avvicina e tira fuori il coltello. Meglio cambiare strada"). La solita storia che si ripete, la ruota che gira e passa sempre dagli stessi punti, dove l'integrazione è un taboo e le culture mischiate sono un problema. 
Guardare al passato per inseguire un futuro migliore. Le stesse cose che vorremmo fare agli altri, noi le abbiamo subite direttamente. La generalizzazione del crimine. Gli italiani sono tutti criminali. I clandestini vengono tutti per rubare. Allora puniamoli tutti indistintamente. Quante morti innocenti, in questo libro, quante vendette popolari fomentate dall'odio cieco ed irrazionale. Il mondo era povero e la colpa era dello straniero, dell'italiano, del WOP (WithOut Passport, oppure derivante dalla pronuncia di Guappo). Il mondo si arricchisce grazie alle braccia dei morti di fame, ma nessuno li tollera lo stesso. 
Così, prima di guardare con disprezzo gli altri, forse è meglio guardare prima noi stessi. Guardarci indietro, leggere il resoconto delle avventure dei nostri nonni, bisnonni, prozii.. e trovare le infiniti somiglianze con il presente. 
E' bello studiare il libro e fare un viaggio all'estero, adesso. Magari negli Stati Uniti dove un tempo eravamo odiati più degli schiavi negri, oppure nella Francia che ci accusava di rubare il lavoro (e ci picchiavano), oppure nella calda Australia dove potevi vedere fuori dai pub i cartelli VIETATO L'INGRESSO AI CANI E AGLI ITALIANI. Storie partite da lontano e che arrivano sorprendentemente fino a meno di ventanni fa, almeno per quanto riguarda il razzismo nei nostri confronti. E adesso noi siamo sicuri di voler adottare lo stesso trattamento con gli altri stranieri, dimostrando così che in fondo in fondo il mondo ha fatto benissimo ad odiarci?


Vignetta anti-italiana (Australia)











- Come mai ai funerali italiani portano la salma soltando in due?
- Perchè i bidoni dell'immondizia hanno solo due maniglie!