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martedì 20 agosto 2013

#NYdaily*, giorno 9: TORONTO, LA TORRE PIU' ALTA DEL MONDO E L'UNIVERSITA DI "HOGWARTS"

Risveglio in Canada e partenza immediata per Toronto, distante circa due ore di pullman. La stanchezza comincia a farsi sentire e neanche i sedili riescono a conciliare un sonno che servirebbe per ricaricarsi un po'.

Toronto è una città bellissima. Si trova sul lago Ontario (Lesson n.1: Ontario significa in indiano "Acqua che brilla") ed è tutta in continua costruzione. E' fatta inoltre di moltissimi "contrasti", ovvero sostanziali differenze tra alcuni edifici (nuovissimi e tecnologici) e altri (più antichi).

Fra le attrazioni in costruzione, c'è un enorme acquario che verrà inaugurato probabilmente a Settembre. Al suo fianco il Roger Center, ovvero la casa dello sport canadese; quest'ultimo ha la particolarità di avere un tetto a mezzaluna che si può aprire o chiudere a seconda del meteo.

Fra gli edifici sopramenzionati c'è la CN, la torre più alta del mondo, ed è lì che siamo saliti oggi. Con i suoi circa 555 metri di altezza supera abbondantemente addirittura l'Empire State Building di New York (appena 8a nel mondo per altezza). Da lassù si gode di una vista meravigliosa. Per i più coraggiosi c'è anche l'opportunità elettrizzante di passeggiare sulla parte esterna della Torre (senza barriere, ma legati con una corda) e affacciarsi a vedere il mondo laggiù.
Solo che costa circa 170 dollari. Oltre che un successivo anno dallo psicanalista, secondo me.

Da quel momento la guida ci ha condotto in svariati posti. Fra i più belli: l'antica Università di Toronto, dove (lesson n.2) è stata inventata l'insulina. Oltre al giardino esterno, ad essere meraviglioso è soprattutto l'interno dell'università. Avete presente Hogwarts, la scuola di Harry Potter? Cattedre in legno, mura e scale in pietra, finestre decorate.. E' una pregevole cattedrale dello studio.

E ancora: l'orologio il cui quadrante è fatto completamente di fiori e che esiste da 160 anni; le cascate del Niagara viste dalla parte canadese. Oggi, a mio parere, il getto d'acqua era più potente. Lesson n.3: le cascate hanno una portata d'acqua di 155 milioni di litri al minuto.
L'orologio di fiori

Mica male, no?


P.s. Domani tornerò a New York. Gli ultimi due giorni e poi finiranno le mie vacanze Americo-Canadesi. Ho provato a raccontare di tutto e di più, anche, come in questi due giorni, in condizioni difficili per via della connessione. Nel prossimo ostello non avrò quasi certamente il wifi e per me sarà estremamente complicato potervi fornire ulteriori informazioni, anche usufruendo di una connessione di qualche internet cafè.
Può darsi quindi che questo sia il mio ultimo daily-post sul blog. Gli aggiornamenti proseguiranno sulla relativa pagina Facebook, saranno brevi e molto saltuari, e quando avrò modo posterò anche le foto che non ho potuto mostrarvi in questi giorni (oggi alcune me le ha passate). Un enorme grazie a chi mi ha seguito e a chi si servirà in futuro delle mie impressioni per viaggiare a New York e Toronto!

Un saluto, e un grande in bocca al lupo!



CONSIGLI DI UN VIAGGIATORE INESPERTO

NIAGARA, TORONTO: Consiglio di costeggiare il lato canadese e di arrivare il più possibile vicini alla cascata a ferro di cavallo. Lì la vista è ravvicinata e spettacolare.

LAS VEGAS CANADESE: E' tutto una conseguenza di avere le cascate a due passi, ma merita comunque di passarci una serata. Una ruota panoramica, tanti ristoranti e mille diverse attrazioni. Un parco di divertimenti illuminato e chiassoso s'impone davanti alle Niagara Falls. Trovata molto commerciale, ma funziona ed è molto carina.

* uso ancora #NYdaily come hashtag, tanto per racchiudere tutto in un unico argomento. A questo si è aggiunto anche #CanaDaily

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domenica 18 agosto 2013

#NYdaily, giorno 6: CONEY ISLAND E BUBBA GUMP!

La spiaggia, il sole, le montagne russe, i fast food, la musica e una lunga passeggiata. Questa è Coney Island, a circa un'ora da Manhattan (zona Times Square) con la metro.
Apro una piccola parentesi per ricordarvi che la MetroCard è a mio parere comodissima, oltre che essenziale: 30 dollari per prendere tutti i treni che volete per 7 giorni.


A parte questo, torniamo adesso a Coney Island. Prima di arrivare a una lunga spiaggia libera dovrete per forza fermarvi a provare le montagne russe, il Cyclone. Non sono i classici Rollercoaster che vediamo qui in Italia, sono molto particolari. A parte i classici giochi ad acqua, dove devi sparare in bocca al pagliaccio per vincere; mi hanno incuriosito anche altre attrazioni.


In questa tre ragazzi venivano tirati indietro con un elastico e poi lasciati andare improvvisamente. Una specie di fionda umana, con i ragazzi che alla fine andavano avanti e indietro finché non finiva la forza della spinta.

Un'altra era una corsa dei cavalli. Ti mettevi a sedere e all'accensione della luce verde partiva la finta gara (dato che il carrello era legato insieme): una galoppata lungo un breve tragitto fatto di curve ed accelerazioni.

Infine questo, secondo me il più particolare e divertente: delle montagne russe vissute, anziché a sedere, da sdraiati. Immaginate che prospettiva elettrizzante si possa avere da lassù.

Vi informo comunque che non ho provato nulla. Perché dopo aver messo i piedi nell'oceano (adesso posso dire di averlo fatto) e aver ammirato le sculture di sabbia, mi sono lasciato tentare dall'hot dog di Nathan's e quindi non volevo rischiare di farmi prendere qualcosa durante il volo.

La giornata a Coney Island è stata lunga ed al ritorno è arrivata la sera Newyorkese. Che dovevo fare, andare a letto senza cena? Ma neanche per sogno! Così mi sono fermato a Times Square (42'a strada) e ho mangiato da Bubba Gump!

Ricordate? "Stupido è chi lo stupido fa", oppure "la vita è come una scatola di cioccolatini..."
La famosa Bubba Gump del film Forrest Gump esiste davvero ed è anche buonissima. Al suo fianco c'è anche un market che vende solo ed esclusivamente gadget relativi al film. Ve lo dico perché anche qui i tempi d'attesa sono abbastanza lunghi. Io ho perso un po' di tempo nel negozio in attesa che mi chiamassero (dopo 25 minuti), ma alla fine ne è valsa la pena. Nel menù i consigli o le promozioni partivano con la frase "Mama always said.." (mia mamma diceva sempre..", nel locale proiettavano il film e infine (una chicca) anche il foglio di giornale su cui mi sono stati serviti i gamberi riportava le notizie del film: "La squadra americana di Football verrà ricevuta dal Presidente degli Stati Uniti d'America. Fra questi c'è anche il concittadino Forrest Gump...".

Questo è ciò che ho preso, poi sono andato direttamente a letto. Temevo che durante la notte tutti quei gamberi si sarebbero vendicati facendomi passare una nottata in bianco, invece è andato tutto bene. Ed eccomi qui, stamattina, pronto per una nuova avventura nella Grande Mela!


CONSIGLI DI UN VIAGGIATORE INESPERTO

COPRIRSI: Vi ho già parlato del vizio americano di usare a piena forza l'aria condizionata. E' facile abituarsi a questo "problema", ma per affrontare viaggi lunghi (soprattutto in metro) è sempre meglio portarsi un golf o una maglietta a maniche lunghe. Sembra uno scherzo, ma non lo è. Dopo un po' il freddo entra davvero nelle ossa.

PASSEGGIATA A CONEY ISLAND: Merita veramente farsi una passeggiata tra la spiaggia e le montagne russe. Ci sono balli improvvisati, musica dal vivo e piccoli baracchini.
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sabato 17 agosto 2013

#NYdaily: THE MOM'S EXPERIMENT. COSA (NON) MANGIARE A NEW YORK

Prima di partire mia madre ha voluto che mi pesassi sulla bilancia. Credo sia nella natura di ogni mamma preoccuparsi per lo stato di salute del proprio figlio: è la logica conseguenza a una domanda interiore che viene tramandata da generazioni. "Mangerà il mio bambino?"

All'inizio ho desistito ("Mamma, vado in America. Lì non mancherà certo da mangiare"), ma poi l'ha avuta vinta lei. Totale: 66,70 Kilogrammi.
Al mio ritorno mi peserò di nuovo, non sia mai abbia perso qualche etto.

Ecco quindi un post che ha l'intento di tranquillizzare la Mamma (maiuscolo) e quelle di tutte le persone che hanno intenzione di partire per New York. Se non bastasse spiegarle cosa si mangia qui, fateglielo vedere.

1. Nella foto di copertina: La Mini Chocolate Mousse Cake di Carlo's Bakery, detto anche il Boss delle Torte, di cui vi ho parlato nel post precedente. Un buonissimo, peccaminoso tortino come solo nonna vostra saprebbe fare.

2. Una Donuts di Homer Simpson è quello che ci vuole per iniziare la giornata. Al suo interno c'è anche una squisita crema pasticcera. Da accompagnare rigorosamente con qualche bevanda extralarge e zuccherata, tipo il caffé di Starbucks, che sa di acqua al retrogusto di zucchero.

3. Enorme, burroso, salatissimo Pretzel. Anche in questo caso do la colpa al cartone dei Simpson, colpevoli di avermi inculcato il mito gustoso di questa specie di ciambella salata. Sembra di masticare la gomma di una bicicletta, però tutto sommato è buona. Forse un po' troppo salata!



4. Un frullato degno di menzione: l'Health Shake. Uno dei tanti street food che ci sono a New York. Nonostante l'apparenza, è molto buono. Peccato che qui in America abbiamo il vizio di fare le cose in grande e dopo un po' stucca. Comunque era fatto con ananas, spinaci, pesca e mango.


5. Ed ecco Starbucks in tutta la sua grassezza. Prendete l'ordine dicendo il vostro nome: le bartender vi chiameranno non appena sarà pronto il vostro milkshake, o choco cappuccino, o qualunque cosa abbiate ordinato. A mio parere più che una bevanda è un dessert, con tutta la roba che c'è dentro.




6. Qualche genio del male un giorno si è svegliato e ha detto: "E se friggessimo un wurstel e poi lo mettessimo su uno stecco?". Ed ecco che è nato il Corn Dog, una delizia per il vostro colesterolo, ma anche un ottimo modo per tapparvi il buco che avete nello stomaco. Lo trovate da Nathan's.



7. "Ma la mangi la pasta?" Se vostra Madre (maiuscolo) vi dovesse chiedere questo, rispondetele che siete stati in questo locale a Times Square dove il cibo si paga in base al peso. Riempite la vaschetta di ciò che volete (anche di pasta, per l'amordimamma) e poi presentatevi alla cassa. Questa bella vasca di cibo mi è costata circa 10 dollari. Sushi, carne, riso, peperoni....

8. Un piccolo dessert mentre passeggi per Central Park. Dico piccolo, perché quello grande costa la bellezza di 8 dollari. Non che questo ne costi tanti di meno (4 dollari sono comunque tanti), però almeno basta per non far perdere l'abitudine allo zucchero alle papille gustative. Lo trovate più o meno ovunque, dal camioncino dei gelati. Oppure seguite il motivetto che fa il camioncino quando si muove!

9. Paninozzo con insalata. Dite questo alla Mamma, e nient'altro. Ancora adesso, a guardare dalla foto, non riesco a decifrare che tipo di carne sia quella (forse è simile a quella del kebab). Ad ogni modo è uno dei tanti street food che New York ti propone. Non preoccupatevi, lo troverete ovunque!



10. New York è una città che racchiude diverse culture. Quindi perché limitarsi a provare solo la cucina americana? Questo è un All You Can Eat indiano: c'è il curry, il pollo, altri spezzatini... tutto rigorosamente speziato.
Con 12 dollari prendete tutto quello che volete e potete fare anche il bis, se ce la fate.


11. Non potete non andare a Coney Island e prendere l'hot dog più buono d'America. Si trova dalla famosa catena Nathan's ed è un vero e proprio amplesso di sapori. Questo è un Chili Dog, con l'aggiunta di ketchup e salsa piccante. Godetevi la spiaggia di Coney Island mentre mangiate un panino! E poi, per i più forti di stomaco (e coraggiosi), fatevi un giro sulle montagne russe proprio dietro di voi!


Queste sono solo alcune cose interessanti che potrete provare a New York e che, speriamo, possono calmare le apprensioni delle mamme del mondo.
Io credo che stasera, per esempio, andrò a mangiarmi un po' di gamberi fritti a Times Square: sapete, a questo punto non vorrei deludere mia Madre e tornare a casa dimagrito.


CONSIGLI DI UN VIAGGIATORE INESPERTO:

SENZA GLUTINE: Come vedete, c'è questo e molto altro per placare i vostri (tanti) morsi della fame a New York. E se avete alcune intolleranze alimentari, o dovete seguire una dieta specifica, l'america non vi lascerà certo indietro.
Ecco, per esempio, alcuni locali in cui fanno pietanze senza glutine, anche se sono sicuro che potrete chiedere in qualunque locale, e loro avranno senz'altro qualcosa da offrire:

- Keste Pizza & Vino, cucina vegana, situato a West Village.
- L'asso, cucina italiana, a Little Italy.
-
Bistango, cucina italiana, a Midtown East.
-
BabyCakes NYC, panificio, a Lower East Side.
- Little Skips, thè e caffé, a Brooklyn.
- Altro...


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#NYdaily, giorno 5: IL BOSS DELLE TORTE, IL TOP OF THE ROCK E UNA NOTTATA MULTILINGUE

Io con lo staff de "Il Boss delle Torte"

Durante il vostro soggiorno a Manahattan, prendetevi una pausa dal caos cittadino e recatevi in quello della pasticceria nella vicinissima New Jersey.
Nella città di Hoboken, raggiungibile in treno in poco meno di venti minuti, troverete la famosissima Carlo's Bakery, la pasticceria resa famosa dal fortunato programma televisivo "il boss delle torte".

Io ci sono andato stamattina e ho avuto l'incoscienza di partire da New York senza fare colazione pensando di potermela gustare con calma da Buddy Valastro. Calma, in effetti, è la parola giusta.

La fila che vedete nel programma fuori dalla pasticceria è tristemente reale e ho dovuto fare una coda di due ore prima di essere servito; un'ora e mezzo prima di entrare.


Attesa ripagata ottimamente dalle cupcake enormi che ho acquistato e divorato, nonché da una preziosissima foto con due dei personaggi più "in" del programma.

L'avvelenamento da zucchero si è verificato sul molo, il quale offriva una vista meravigliosa dello skyline della vicina Manahattan.

Pomeriggio passato con Marco, al suo ultimo giorno in New York, con accoppiata Central Park più Top of The Rock in notturna. Ottima l'idea di noleggiare la bici per fare il giro (quasi) completo del parco, con un costo totale di 20 dollari per 2 ore e mezzo.


Un'altra magnifica vista offerta dal Top of The Rock, sul quale però è consigliabile andare di giorno, al fine di poter godere meglio della veduta su Central Park.

Finale di serata improvvisato, insieme ai due amici brasiliani (Thiago e Flavio) e la nuova conoscenza argentina (Alexandro), oltre che l'immancabile valtellinese Marco: mentre ci stavamo dirigendo sconsolati verso un pub di Times Square, non avendo trovato un club dove davano una festa, ci siamo imbattuti in metro in alcune ragazze di Brooklyn (completamente folli), che abbiamo così seguito per farci portare in una discoteca.

A quel punto ci siamo divisi, con Marco, Alexandro e Flavio che sono entrati a fare bisboccia fino a mattina, e io e Thiago che abbiamo tentato l'impresa di ritornare all'ostello insieme. Il risultato è stato una comica continua, visto che Thiago non parlava l'inglese, io il portoghese e non riuscivamo a capirci in nessun modo. Senza contare che il nostro senso dell'orientamento è pari a quello di una coppia di calzini dentro a una lavatrice. Infatti ci siamo persi.

Ed ecco spiegato perché, alle sei del mattino, sono ancora qui a scrivere questo post.

CONSIGLI DI UN VIAGGIATORE INESPERTO


SICUREZZA BROOKLYN
: Sì, la citta è sicura, ma eviterei comunque di girare certe zone di Brooklyn nelle ore piccole. Diciamo che la pulizia di strade e locali ricorda molto la fine di un party molto caotico, inoltre anche a giro si respira aria di intenso degrado.

IL BOSS DELLE TORTE
: Due ore di coda ma ne è valsa la pena! Partendo dal mio ostello in Amsterdam Avenue (U. West Side), ho raggiunto Penny Station sulla 34a strada e da lì ho preso il treno per Hoboken. Costo della corsa 2,50 dollari.

giovedì 15 agosto 2013

#NYdaily, giorno 4: C'MON YANKEES!

Dopo il tour de force di questi giorni, fra musei, punti d'interesse e passaggi obbligati per turisti, oggi ho provato a entrare un po' nella cultura statunitense.
E ho scoperto una cosa: per me è totalmente impossibile da comprendere.

Prendi il baseball, per esempio. Nonostante sia indubbiamente uno sport lento e noiosissimo, lo Yankee Stadium oggi era incredibilmente pieno e, cosa ancora più sconvolgente, mi ha fatto anche divertire.
Credo che il motivo sia più che altro il contorno anzichè la partita in sé. A farci caso nessuno seguiva quei ragazzotti in pigiama che sul campo si aggiustavano il berretto, le scarpe, roteavano la mazza, si sistemavano il pacco e poi.. lanciavano. Ball! In pratica un nulla di fatto. Ricominciava da capo.

Nessuno seguiva, dicevo. C'era chi mangiava, chi beveva una bibita, chi chiacchierava, chi passeggiava intorno, chi urlava "pop corn!"; chi li prendeva. Chi disinteressato, con una scatola ripiena di roba fritta, si affacciava per vedere il risultato (o forse se giocavano ancora) e poi tornava a spruzzare l'hot dog di ketchup e senape.

Anche io e Marco (l'altro italiano che ho conosciuto in ostello) non abbiamo resistito alla tentazione di prenderci uno di quegli hot-dog lunghissimi. Ci mancava solo la mano gigante con il dito alzato, tipica del baseball, ma costava troppo per i nostri gusti.
E dire che, almeno io, non avevo fame. A colazione avevo preso un muffin enorme, rinforzato all'ora di pranzo da un panino chiamato "Montecristo".
Ma lo Yankee Stadium è coinvolgente. Non vi praticano sport, ma una manifestazione. E' una fiera a cui tutti, grandi e piccoli, possono partecipare. E in più, per chi proprio volesse, danno anche una partita di baseball.

Tra un tiro e l'altro il megaschermo incitava i tifosi ad applaudire, ad esultare o a sostenere la squadra. Alla fine di ogni Inning gli sponsor facevano partire un gioco. Una palestra di New York spingeva i tifosi inquadrati sul megaschermo a mettere in mostra i propri muscoli. Oppure un'organizzatrice di eventi mostrava gli auguri per il compleanno di un tifoso, o per il pensionamento o per l'anniversario. Mancava solo il momento "baciate quello accanto a voi", ma forse me lo sono perso io. Dev'esserci stato.

E' così strabiliante e al tempo stesso insensato. Tutto e il contrario di tutto. Pensi di andare a vedere una partita di baseball e ti ritrovi nel museo delle vecchie glorie, o a sognare di mangiare i popcorn burrosissimi o a chiederti "e se mi comprassi anch'io quella divisa a pigiama degli Yankees? In fondo costa solo 110 dollari..". E' segno che qualcosa non va. No, proprio non va..

Ora che ci penso: chi diavolo ha vinto?*

CONSIGLI DI UN VIAGGIATORE INESPERTO

OSTELLO IS THE WAY: Per risparmiare e poter spendere per le vie della città, consiglio l'esperienza in Ostello. Al contrario di quanto si pensi, molti di questi sono puliti, hanno un ottimo servizio e hanno uno staff molto disponibile. Inoltre New York è tutta da vivere e l'importante è avere un posto in cui dormire, non il servizio in camera di un albergo. La vita è fuori!

TIMES SQUARE: Confermo quanto detto dai miei amici. In questa piazza bisogna andarci solo di notte! Non che di giorno non sia bella, anzi. Però di notte fa tutto un altro effetto. E' caotica, luminosa: un'esplosione di luci e di colori. Veramente affascinante.

* Ho chiesto ora a un mio compagno di stanza (è giapponese, ma non parla bene l'inglese. Per questo lo chiamo Captain Tsubasa). Hanno vinto gli avversari, i Los Angeles Angels.

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mercoledì 14 agosto 2013

#NYdaily, giorno 3: FRA DINOSAURI, ALLELUJA E QUALCHE BIRRA IN COMPAGNIA

Stamattina avrei voluto fare tante cose. Sopravvalutando me stesso mi ero prefissato i posti che avrei visitato, ma alla fine ho dovuto lasciarne perdere parecchi.

Tutta colpa del Museo di Storia Naturale, l'American Museum of Natural History, così grande, così interessante e così stancante. Grazie alla Citypass ho avuto accesso (senza coda) al museo e al planetario. Quest'ultimo praticamente è un cinema da vedere sopra la tua testa: il documentario (rigorosamente in inglese, con la voce narrante di Woopi Goldberg) narra l'origine della vita sulla terra grazie al calore del sole. Segue un excursus sulle stelle difficile da seguire in lingua originale. Come quando ero bambino e non sapevo leggere il giornale, ho guardato semplicemente le immagini. Il museo ha quattro enormi piani. Veramente bellissimi i resti dei dinosauri esposti nelle vetrine e i loro scheletri sospesi dal soffitto. Pranzo con un paninozzo-kebab e successivo relax in Central Park.

Avrei voluto fare una visita in New Jersey (vi dirò poi perché), ma alle sei avevo l'appuntamento con il coro Gospel di Harlem e non volevo rischiare di fare tardi.
10 Dollari l'ingresso per assistere a una sensazionale messa cantata, ballata e molto partecipativa. Ho provato a immaginarmi Padre Oronzo, il prete della mia parrocchia, sgambettare, cantare e fare battute durante il sermone come quello di questa chiesa. No, non riesco a vedercelo in quella veste.
L'ho trovata un po' molto folkloristica come cosa, anche se a tratti è sembrata solo un'operazione di marketing per i turisti doddoloni.
Alleluja, we'll find Jesus. Nel frattempo, però, dateci qualche spicciolo.
E' passata la signora a riscuotere, anzi a pretendere. Ok, take 2 dollars. E, ah, Alleluja.
Tutto il mio grande entusiasmo

Almeno ho avuto modo di conoscere altri ragazzi dell'ostello (era organizzato dall'Hostelling International NY) con cui poi ho passato il resto della serata fino a poco fa. Noto con piacere che qui a New York non ci sono molti italiani: mi piace conoscere persone di una cultura diversa, confrontarmi e fare due chiacchiere con loro.
Nel gruppo, tuttavia, ce n'era uno, Marco, che subito ha messo le cose in chiaro risultandomi subito simpatico: "Don't talk in italian". Quindi siamo andati (io, lui, tre brasiliani e due francesi) a Times Square, ma avendo trovato tutti i ristoranti strapieni ci siamo spostati più in là per mettere qualcosa sotto i denti.

Infine ritorno all'ostello. Chiacchiere, birra, chiacchiere, birra, salatini e risate.
E ora, un po' gonfietto, me ne vado a letto.

Una buonanotte dalla Big Apple.

CONSIGLI DEL VIAGGIATORE INESPERTO

GOSPEL: Consiglio di andarci, ma ovviamente ricordatevi di portare rispetto. Siamo comunque in una chiesa e anche se verrebbe naturale esprimere espressioni di sopresa e meraviglia ogniqualvolta accade qualcosa di già visto in tv, non è consigliato farlo. Nonostante le espressioni di gioia, i canti e i cori, tutto è preso molto seriamente. Non potrete portare zaini dentro (dicono sia per paura degli attacchi terroristici) e soprattutto non potrete fare fotografie.
Godetevi semplicemente la messa, partecipate e memorizzate questi momenti.

CIBO: Dove mangiare? Semplicemente ovunque. NY è la capitale del cibo multietnico e dappertutto potrete trovare, aperto 24 ore su 24, quello che vi serve per placare la fame.
In ogni strada c'è qualcosa: un baracchino, un negozio, un ristorante, un fast food. E non è vero che si mangia così male, c'è solo da scegliere e da resistere alle tante tentazioni grassose che vi vengono offerte.

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martedì 13 agosto 2013

#NYdaily, giorno 2: QUATTRO PASSI A CENTRAL PARK, L'EMPIRE STATE BUILDING E UNA SERATA JAZZ

Un breve post sulla seconda giornata passata nella Grande Mela.

Un post veloce, perché con le ore piccole fatte con quello di ieri ho dovuto per forza rimediare stamattina dormendo un po' di più. E sappiatelo: a New York non si dorme mai.
E' proprio un crimine previsto dalla legge. Ma a parte questo..

Secondo giorno di pioggia, ma anche stavolta finita in brevissimo tempo; quindi ho deciso di fare una passeggiata a Central Park. Ovviamente siamo negli States, di conseguenza le cose sono fatte tutte in formato "BIG": per vedere tutto Central Park non basterebbero due giornate. Io ci ho passeggiato per un po', e sono riuscito a farmi fare una foto su quel punto in cui in molti registi girano le scene clou dei loro film. Il parco, oltre ad essere fornitissimo (dai giochi ai bar, ai teatri), ha anche quella vista che lo rende unico: ovvero il contrasto tra natura e urbanizzazione; le piante e i grattacieli.
Lo "Smoke Jazz" e i suoi artisti

Peccato di gola. Un gelato preso da uno quei camioncini che non pensavo esistessero ancora: quello che quando sono in movimento hanno quella musichina da carillon.
Io lo usavo sempre al gioco per la Play Station, GTA Vice City. Anche se non portava gelati, ma droga. Ho rovinato l'atmosfera di candore, lo so.

L'Empire State Building. Qualsiasi foto voi facciate, non renderà mai giustizia a quello che i vostri occhi trasmettono al cervello quando sarete davvero lassù in cima.
Tutta la città è ai tuoi piedi e puoi sentirti raccontare le sue storie dall'audio guida che ti viene fornita prima di salire. Consigliatissimo.

Non mi fa onore raccontarlo, ma al ritorno ho sbagliato fermata della metro. Dalla 125a alla 103a strada me la sono fatta a piedi. Autoflagellazione inclusa.


Serata relax allo Smoke sulla 106esima strada: un piccolo Jazz Club dove ho potuto rifocillarmi con un buon piatto di gamberi, cocomero e melone, nonché godermi della buona musica chiedermi perchè fossi lì ad ascoltare musica jazz anche se non la capisco.
A parte tutto, il secondo gruppo è stato più brillante. Se non altro avevano anche il cantante con la sua voce alla Barry White.
Ecco poi che ho pagato il conto, ho aggiunto controvoglia le tips (la mancia) e sono tornato all'ostello felice per raccontare tutto.

E meno male che è stato un post breve. Buongiorno!


CONSIGLI DI UN VIAGGIATORE INESPERTO

CENTRAL PARK: Non l'ho ancora fatto, ma probabilmente meriterà un sacco. Noleggiate una bicicletta (dovrebbe costare circa 15 dollari per un'ora) e fate il giro completo del parco. Solo così potrete risparmiare tempo e vedere tutto quanto.

NY E' SICURA?: Non pensavo, ma è proprio così. La città ha fatto passi da gigante in materia di sicurezza e adesso anche quei posti che anche solo dal nome fanno venire i brividi (Bronx, su tutti) sono molto tranquilli. I pericoli che si corrono a New York sono quelli di qualsiasi altra città del mondo, ma per evitarli basta non essere incoscienti: niente Central Park dopo mezzanotte e niente passeggiate con la cartina in bella vista e il tatuaggio sulla fronte "sono un pollo, spennatemi".

lunedì 12 agosto 2013

#NYdaily, Giorno 1: JET LAG IS KILLING ME

La vista dalla camera del mio ostello
Finalmente a New York!

Dopo un viaggio estenuante, fatto di tempi d'attesa infiniti, sono nella Grande Mela! E' dura volare sempre in direzione del sole: il giorno non finisce mai e il cervello ti va presto in pappa.

Comunque, dopo due voli (Roma-Madrid, Madrid-New York), controlli doppi del passaporto e qualche piccolo imprevisto, sono arrivato nell'ostello di Amsterdam Avenue, nell'Upper West Side*, dove ho potuto, per così dire, riposarmi.

Oggi proverò a rendere concrete le tante idee che mi sono fatto per visitare questa città, grazie anche ai consigli di un ragazzo neyorkese che ho incontrato durante il volo.
Tantissime cose da vedere e da assaggiare, per questo oggi sono così mattiniero (per questo e perché grazie alle "non tapparelle" dell'ostello ho già il sole in camera").

Adesso doccia e... inizia l'avventura!


CONSIGLI DEL VIAGGIATORE INESPERTO:

ESTA: Anche se avrete già compilato il foglio prima di partire (pagando già 14 dollari), quando vi proporranno di rifarlo in aereo non dite di no.
Arrivati a New York sarà quello (e solo quello?) che vi chiederanno di presentare, altrimenti dovrete farlo lì per lì, perdendo tempo. Il foglio "loro" è una piccola schedina blu chiamata "Blue Paper".

TAXI: Chi ha voglia di sbattersi per prendere la metro caricandosi i propri bagagli dopo un viaggio così lungo?
Spendete un po' di più e prendete il taxi (solo quelli gialli, evitate gli abusivi). Le tariffe dall'aeroporto JFK a Manhattan sono fisse: circa 50 dollari a viaggio, mance escluse. Se siete in compagnia dividerete la spesa e sarà ancora più conveniente. Cercate, se potete di evitare di passare dai ponti a pedaggio: pagherete voi la tariffa extra (circa 6 dollari).

NOTTE: Portatevi un maglione e una fascia per coprirvi gli occhi! Una volta lessi che gli americani fanno letteralmente la guerra al caldo: è proprio così!
L'aria condizionata la usano come arma di distruzione di massa, a tutta forza, ovunque! Copritevi, copritevi, copritevi!


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* mi faceva figo scriverlo.