lunedì 12 agosto 2013

#NYdaily, Giorno 1: JET LAG IS KILLING ME

La vista dalla camera del mio ostello
Finalmente a New York!

Dopo un viaggio estenuante, fatto di tempi d'attesa infiniti, sono nella Grande Mela! E' dura volare sempre in direzione del sole: il giorno non finisce mai e il cervello ti va presto in pappa.

Comunque, dopo due voli (Roma-Madrid, Madrid-New York), controlli doppi del passaporto e qualche piccolo imprevisto, sono arrivato nell'ostello di Amsterdam Avenue, nell'Upper West Side*, dove ho potuto, per così dire, riposarmi.

Oggi proverò a rendere concrete le tante idee che mi sono fatto per visitare questa città, grazie anche ai consigli di un ragazzo neyorkese che ho incontrato durante il volo.
Tantissime cose da vedere e da assaggiare, per questo oggi sono così mattiniero (per questo e perché grazie alle "non tapparelle" dell'ostello ho già il sole in camera").

Adesso doccia e... inizia l'avventura!


CONSIGLI DEL VIAGGIATORE INESPERTO:

ESTA: Anche se avrete già compilato il foglio prima di partire (pagando già 14 dollari), quando vi proporranno di rifarlo in aereo non dite di no.
Arrivati a New York sarà quello (e solo quello?) che vi chiederanno di presentare, altrimenti dovrete farlo lì per lì, perdendo tempo. Il foglio "loro" è una piccola schedina blu chiamata "Blue Paper".

TAXI: Chi ha voglia di sbattersi per prendere la metro caricandosi i propri bagagli dopo un viaggio così lungo?
Spendete un po' di più e prendete il taxi (solo quelli gialli, evitate gli abusivi). Le tariffe dall'aeroporto JFK a Manhattan sono fisse: circa 50 dollari a viaggio, mance escluse. Se siete in compagnia dividerete la spesa e sarà ancora più conveniente. Cercate, se potete di evitare di passare dai ponti a pedaggio: pagherete voi la tariffa extra (circa 6 dollari).

NOTTE: Portatevi un maglione e una fascia per coprirvi gli occhi! Una volta lessi che gli americani fanno letteralmente la guerra al caldo: è proprio così!
L'aria condizionata la usano come arma di distruzione di massa, a tutta forza, ovunque! Copritevi, copritevi, copritevi!


Segui il mio hashtag #NYdaily e la mia pagina Facebook!

* mi faceva figo scriverlo.

sabato 10 agosto 2013

#NYdaily: In partenza! Prima tappa, un ostello vicino all'aeroporto..

Come accennatovi nelle scorse settimane sulla pagina Facebook, le vacanze di quest'anno le passerò a New York City!

L'hashtag ufficiale per seguire quotidianamente questo viaggio è #NYdaily. Vi racchiuderò impressioni personali, informazioni e consigli utili per i futuri viaggiatori.
Si tratta del mio secondo viaggio in solitaria, dopo quello dell'anno scorso passato in Irlanda e del quale potete trovare un post su questo blog.

Attualmente sono in partenza per Roma e vi sto scrivendo col cellulare dalla carrozza numero 9 del Treno Italo.

Il primo consiglio è, se avete il volo la mattina, di trovarvi un ostello presso Fiumicino: risparmiate tempo e stress da turista. Non badate troppo al servizio, dopotutto dovrete solo passarci una notte!

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giovedì 18 aprile 2013

GLIELO SPIEGHI TU A BEPPE?

Se c’è una cosa che odio, è dare ragione agli altri. Soprattutto quando gli “altri” sono persone piene di convinzioni, difficili da disincastrare dalle loro idee anche dopo un dibattito lungo un mese. Bersani ieri sera, Mercoledì 17 Aprile, ha fatto quello che non doveva fare: dopo aver giustamente dichiarato “mai un dialogo col PDL (anche solo per un ‘passami il sale’ a tavola)”, anziché gettarsi verso l’unica parte teoricamente “sana” (il M5S, almeno in alcune idee), ha optato per un suicidio accordandosi con Silvio B. per la candidatura di Franco Marini come Presidente della Repubblica.


Per carità, brava persona questo Franco Marini. Ma l’alternativa era Rodotà, altrettanto ottimo, nome gradito al Movimento pentastellato, con cui poi il Pd avrebbe potuto instaurare un rapporto di collaborazione.
Sono amareggiato, non posso/voglio dare ragione a quello là, seppur in minima parte. Se quello là, Beppe Grullo, oggi mi esce con un post dal titolo “Inciucciamelo”, scandito dai soliti “Vaffa”, o “ve l’avevo detto che avrebbero fatto l’accordo” e “la kasta vince”, io come posso non affermare “sì, Bersanino ha fatto la minchiata?”.
Mi prude tutto per il nervoso, compresi i polpastrelli che devono scrivere queste cose.
E, premesso, non ho votato PD. Ma questo è l’harakiri di un partito che si è autoimposto la flagellazione, che vuole affossarsi con le sue mani.
E io non posso dare ragione a Beppe, mi scoccia proprio. Però non posso adottare l’atteggiamento aprioristico che detesto in tante altre persone e dare, per partito preso, contro sempre e solo a Grillo. Stavolta una frustata al Pd gliela voglio dare anch’io. 

Mi ferisce nell’orgoglio, proprio.

Caro Bersani, glielo spieghi te a Beppe che la tua non è stata una mossa sciocca?
Perché io non saprei proprio come fare. Illuminami, perché io non vorrei dire “hai ragione” a quello lì. Trova una via d’uscita, salva il mio orgoglio. E un Paese.
Spiegalo ai miei amici che hanno votato per Beppe e che da oggi gongoleranno nel chiedermi “allora? Che ti avevamo detto?”
Tra l’altro anche uno di questi, il più convinto fra tutti i grillini che conosco, si chiama Beppe. E mi ha già scritto: “stavolta dimmi che il m5s non ha ragione!?”.
(Momento "Roberta Lombardi": caro popolo di internet, cosa gli devo rispondere? Attendo vostri consigli).
Glielo spieghi tu a lui, al mio amico Beppe?


domenica 24 marzo 2013

MALEDETTI TROLLS!

DISCLAIMER: POST FINANZIATO DA PD, PDL, LN, SEL.....(ETC. ETC.)


Sto vomitando questo post perché preso da un conato ormai impossibile da trattenere e arrivatomi questa mattina leggendo quell'enorme cazzata che è il blog di Grillo.
Pare che su internet, questa è la libertà della rete, si possa dire tutto ciò che si pensa: sbraitare, offendere e sfogarsi tanto per sentirsi migliori, per stare meglio. Così ha fatto Grillo nel suo post "Schizzi di merda digitali".
Bene. Allora anche la mia terapia comincia adesso, a commentare quel belligerante coglione che è Beppe Grillo, che stamattina ha scritto questo post osceno e offensivo in cui attacca chi scrive male di lui e del suo movimento.
L'argomento è interessante, e riguarda la battaglia infinita tra quelli che commentano i post di Beppe Grullo parlandone bene e chi invece gli fa delle critiche. La permalosità e la paranoia del comico genovese hanno raggiunto livelli impensabili e l'hanno convinto a scrivere un monologo (unica cosa che gli riesce fare) in cui con grande semplicità fa una grande distinzione:
- chi parla bene del Movimento 5 Stelle è un utente reale, onesto, che vuole il cambiamento.
- chi avanza delle critiche è un troll, un infiltrato pagato dal Pd, un fake, un nickname inesistente pagato profumatamente dalla casta. Uno schizzo di merda digitale.

Io, mentre scrivo questo post
La prima cosa che mi è venuta in mente è stata una bellissima e azzeccata citazione dello stesso guru: Vaffanculo
La seconda cosa, forse un po' meno viscerale, è stata una domanda: ma possibile che proprio Grillo, ovvero colui che vorrebbe la democrazia del futuro su internet, si fidi così poco del suo portale? Che abbia l'ossessione che il suo blog, strumento di dialogo del cittadino, il futuro che avanza, sia infestato da bug, trolls e spammatori come in qualsiasi sito internet?
E su che base dice che chi scrive "ho votato il M5S ma mi sto pentendo" è un personaggio di fantasia? E' un falso?
E' così impossibile pensare che ci sia qualcuno (Dio non voglia, per carità) che abbia qualche dubbio sull'operato del Movimento? Che possa esprimere una sua idea (Grillo non voglia, per carità) senza esprimere adulazione e prostrazione? 
La risposta è sì. E tu, sì, tu, che hai scritto "non sono d'accordo" sei stato pagato dalla casta affinché scrivessi queste cose. Perché tu, anche se sei precario come noi del Movimento, tu, scrivi queste cose perché sei attaccato alla poltrona in parlamento (è veramente uno dei commenti che ho letto sul blog. Ma lo scrivono spesso).

Ah, e ovviamente non esistono fake fra quelli che idolatrano il Movimento. I fake sono solo gli "altri". E gli "altri" sono schizzi di merda digitali. Chi scrive bene del guru, invece, profuma di rose.



(p.s. ricordarsi ritenuta d'acconto su notula da presentare a (XXXBersXXXBerlXXXXVendXXMaroXXX)

venerdì 22 marzo 2013

LA MALA INFORMACIÓN!

Trovo alquanto illogico e irritante questo voler gettare fango addosso a tutta la stampa italiana senza operare alcuna distinzione. C'è questa enorme voglia di generalizzare e di additare tutti i giornalisti "contrari" al Movimento 5 Stelle come servi del PD e PDL. Quindi ogni notizia che apre con toni entusiastici è l'emblema della mala informazione, del servilismo più sfrenato e di una logica contorta volta a screditare il "guru" Grillo che, invece, è detentore della verità assoluta.


E' vero che molto spesso alcune dichiarazioni riportate sui giornali sono fuorvianti, che alcuni titoloni in prima pagina ci lasciano sgomenti. Ma bisogna anche considerare che tutto ciò rientra nel circolo vizioso e scorretto del mercato, che impone necessariamente che i giornali attirino clienti e che siano venduti sempre e comunque per far sì che l'editoria italiana sopravviva. I titoli sensazionalistici sono la diretta conseguenza di un mercato che non si può cambiare, e che costringe gioco-forza gli editori a fare marketing piuttosto che vera informazione.
Il tutto va di pari passo, però, anche con la scarsa volontà di noi italiani d'informarci veramente. Siamo noi i primi a non voler approfondire le notizie, ad accontentarci di leggere un titolo (che mai, mai, potrà riassumere un intero articolo) per placare la nostra fame di sapere. E' triste vivere l'informazione così, concordo, ma gli italiani dovrebbero sapersi muovere tra le notizie, attingere a fonti diverse e crearsi una propria idea.

Non ci dobbiamo affidare solamente a ciò che scrive l'Unità, o solo Libero, o La Repubblica o il Corriere della Sera, ma bisogna leggere la stessa notizia sui vari giornali. E compararle.
E allora, detto ciò, non si può urlare allo scandalo ogni volta che leggiamo un titolo che stravolge almeno in parte l'informazione. In un giornale online, per esempio, ogni visualizzazione, ogni click è essenziale: serve affinché il sito possa vendersi meglio agli inserzionisti; affinché possa vantare un numero di visualizzazioni e ottenere un maggiore sponsor. Nel dispersivo mondo virtuale è tristemente necessario cercare di puntare a un titolo accattivante che catturi l'attenzione dei lettori.




E' inutile e offensivo puntare sempre il dito contro qualunque informazione, soprattutto da parte di quei grillini (tanto per fare una distinzione) infervorati e che non accettano né critiche, né pareri contrari.

La soluzione non è fuggire l'informazione, sia essa veritiera o meno, e rifugiarsi in un blog altrettanto impreciso e partigiano nell'esporre le notizie. Il fulcro essenziale è proprio combattere la stampa districandovisi al suo interno, fra tutte le notizie, e imparando a decifrare quali sono gli elementi corretti e quelli sbagliati.

FISIMA NUMERO 123


Mi riaggancio ad un vecchio post (Leggi qui) per parlare di un argomento che mi tocca profondamente: le fisime.
Credo di essere arrivato alla numero 123 - per questo il titolo è così preciso - anche se per fortuna non ho l'ossessione di contarle tutte (anche perché altrimenti dovrei considerarla come una fisima, quindi sarei a 124, forse). Ad ogni modo, tutto è iniziato, ricorderete, con la paura del diventare sordo a causa del caos che circonda le nostre vite, dalla musica in macchina, alle discoteche, al traffico cittadino. Ma non basta, adesso ne sono arrivate altre, più fresche, direttamente dalla televisione e dal passaparola, in un attacco combinato.
Che poi, non la guardo nemmeno più la televisione (le temibili onde elettromagnetiche possono dominare la tua mente e costringerti a girare su Canale 5 proprio quando c'è Uomini e Donne), ma ecco che l'amico fidato, che la vede, ti si avvicina e magari ti dà anche una gomitata per far sì che tu gli presti tutta l'attenzione che merita. E ti fa: "Ma l'hai visto ieri alle Iene...?"
E parti subito male.


Da cosa, (cosa!!??) perdio, dovrei sfuggire stavolta? Stiamo bevendo acqua proveniente dai pozzi neri, le nostre case sono fatte di marzapane, gli alieni sono fra noi e lavorano da Mc Donald's? Parla, non farmi stare in pensiero.

E lui, l'amico, che certamente lo fa per difenderti, per darti quel consiglio che ti cambierà la vita per sempre, l'amico, dicevamo, alza gli occhi al cielo per controllare che un satellite su Giove non intercetti ciò che sta per dire e fa: "Hanno fatto vedere di uno che a forza di stare al cellulare gli è venuto un cancro. Giuro, stava solo 5 ore al giorno attaccato al cellulare e hanno fatto una prova: ha parlato due minuti al telefono e, oh!, il calore che emanava quell'aggeggio!"



Fotte sega. Io non ci sto così tanto.



Lui getta altre fiches, rilancia. "Ma anche a tenerlo in tasca, nel giubbotto, a contatto con la pelle, sulla mano".

(Esso ti vede. Il coso ti osserva e non vede l'ora di ammazzarti nel sonno, alla prossima chiamata. "Pronto, mamma? Perchè mi chiami? Ma allora mi vuoi morto!? Dimmelo, vuoi che muoro?")

La cosa non mi tange. Mi rimbalzano le fisime, non s'insinuano così facilmente dentro questa testa bucherellata. La fisima dev'essere subdola, si deve muovere con fare sinuoso, come una signorina. Mi manda due baci, mi circuisce e infine mi rivela la sua vera identità: "ti ho fottuto, piccolo bastardo! Adesso non ti liberi più di me. Vivremo sempre insieme, ti dirò cosa fare e cosa non fare. Sarò tua moglie dopo 30 anni di convivenza!"

Ma questa qui no, non attecchirà, non può funzionare. Non può essere indotta.
"E poi, amico", gli dico, con l'aria da Clint Eastwood nei panni dello scaltro cowboy, "il mio cellulare è anche piccolo. Mica come il tuo che è un enorme Aifòn" (si scrive così, fatevene una ragione).

Lui va in All In, mi costringe a mollare la partita. "Peggio!! Più è piccolo e più forte è la carica. A quell'uomo lì gli s'è bruciato tutto l'orecchio destro. S'è salvato, eh, dal cancro. Ma ora vedessi come sta. L'hanno dovuto ricostruire".
Le mie orecchie, le mie bellissime orecchie..
"Tu non sai i danni che può fare stare attaccato al cellulare quando ti chiamano..."
Parla. Cosa succede? Salvami.
"Tu tieni il cellulare nella tasca, giusto? Ecco, alla lunga potrai diventare impotente, o sterile, o tutte e due le cose!"

(Salve, bella signora. Posso invitarla ad uscire con me? Le sta molto bene questo vestito, la rende sinuosa).
"Ah, e non ti venga in mente di tenerlo nel taschino del giubbotto. Lì ti prende il cuore, ancora peggio". (Mah, punti di vista).
"L'unico modo che hai per salvarti," dice, "è con l'auricolare. L'auricolare è la salvezza. La tua luce. Usalo e potrai parlare in totale tranquillità".
Eccola, la scala reale. Ha usato tutte le carte giuste per farmi perdere. Ha bleffato, lo so, ma non so quando.
("Piccolo bastardo, ci siamo di nuovo. Sono tua moglie rompicoglioni").

E non so perché, ma questa fisima assume le sembianze di un logo Vodafone. Forse è perché sono passato a Wind? Forse sì. E la Vodafone mi vuole morto, manda energia negativa sul cellulare. E se ci stessero segretamente ascoltando via satellite?

Adesso per fortuna sono un uomo migliore, più sano. Ho ripreso dalla scatolina del mio cellulare l'agognato auricolare. L'ho sempre amato inconsciamente, giuro. E' per quello che è rimasto lì a prendere polvere, fin da quando avevo il Motorola.
Ma adesso sto benone, davvero. Io e mia moglie conviviamo benissimo e stiamo coltivando un'altra fisima bellissima. Come cresce, la nostra bambina..
Si chiama "terrore di non riuscire a disincastrare i fili dell'auricolare". Metto un attimo in tasca, lo appoggio soltanto e FRRR! si intrecciano.
Grazie, amico mio. Mi hai salvato dal cancro e mi hai reso un esperto sfilatore di fili.

Adesso però devo andare. Mi stanno chiamando.
A voce, per fortuna.

mercoledì 6 marzo 2013

ODIO QUEI PUPAZZI

DISCLAIMER: POST DALL'ALTO VALORE GIORNALISTICO
Cerchiamo di deviare la traiettoria polemica verso un argomento leggermente più frivolo. Ma veramente quelle antipatiche mascotte che ci propinano in televisione otto volte al nanosecondo funzionano?

Quei terribili pupazzoni che ballano, messaggiano, cantano, giocano a tennis e ne sanno una più del diavolo (eccomunque sicuramente più di me) sulla telefonia, sono una strategia vincente?
Aiutatemi, studiosi del marketing. Sul serio quel simpaticone (one, one, one..) dell'orso Bruno può invogliarmi a sottoscrivere un contratto con la Vodafone?
E anche quel pinguino?? No, parliamone.
Ma non vi viene piuttosto voglia d'imbracciare un fucile, correre al polo Sud e impallinarlo?


(Ti odio illimitatamente)


Pingu, perchè ti sei ridotto così?
Va bene riciclarsi, ma mi sei caduto così in basso. Ricordo i tuoi esordi, quando andavi a scuola di dizione con Silvio Muccino e m'incantavi con le tue storie familiari. Poi crescendo mi sei passato ai Polaretti Dolphin, e infine a questo scempio.
Ti sei venduto al marketing più spietato. Mi sembri Svarzeneggher in Giappone:


(Eccezionale, vero?).

E l'orso bruno?

Nome nuovo, look da giovane, ma è lo stesso che cantava nella casa blu. Addio, addio. Amici, addio!
Sarebbe stato meglio, Bruno. Una fine gloriosa sulle note di Luna e l'orso nella casa blu.

E invece eccoli qui, a fare i buffoni con i cellulari.

Ridatemi Megan Gale.

E un contratto Vodafone, grazie.